Ristorante

La famiglia Arminio e il mestiere di dar da bere e da mangiare ha una storia antica, comincia nel 1872.
Adesso si chiama Grillo d’Oro ed è il nome che diede al suo ristorante Luigi Arminio. Erano gli anni sessanta. Allora la parola osteria non aveva prestigio, era una di quelle parole da nascondere, ma Don Luigi (come lo chiamavano tutti i suoi affezionatissimi clienti) ha avuto una dedizione assoluta per la sua osteria e ha consegnato nelle mani del figlio Vito un locale che è un piccolo mito.
Oggi si può tranquillamente parlare di antica osteria anche se da qualche anno il Grillo d’Oro si è trasferito nella nuova dimora, adiacente alla bellissima piazza convento. Da qui, prima o dopo il pranzo, si può vedere la Puglia, si può avvertire la sobria bellezza della terra dell’osso.
Mangiare al Grillo d’Oro è un’esperienza, in un tempo in cui è assai difficile fare esperienze. Qui mangiar bene e mangiar sano coincidono perfettamente. Il segreto sta nella freschezza e nella genuinità dei prodotti. Dalla pasta, fatta in casa il giorno stesso in cui viene servita ai clienti ,
dal pane ai salumi, dal vino alle verdure, acquistate ogni giorno presso i contadini, tutto è preparato con la stessa cura che avevano i nostri artigiani quando facevano il loro lavoro.
Il Grillo d’Oro da solo per molti vale un viaggio in Irpinia d’oriente, ma bisogna aver cura dopo aver mangiato di ammirare il paese e il paesaggio
Da non perdere: fegatini d'agnello soffritti, trippa alla pizzaiola, cavatelli e fagioli, marcannali. Tra i secondi, su prenotazione, il piccione ripieno o alla cacciatora; altrimenti coniglio con patate e agnello del Formicoso.